SÌ alla responsabilità ambientale

03.02.25 – Bellinzona

Un’occasione per il clima: perché l’Iniziativa per la responsabilità ambientale non deve essere sprecata.

 Il cambiamento climatico è ormai riconosciuto come una delle sfide più urgenti del nostro tempo. Tuttavia, affrontare questa problematica richiede azioni decise e una visione chiara. Non è difficile notare l’apparente indifferenza della maggior parte delle persone nel modificare le proprie abitudini, nonostante le evidenze scientifiche e i crescenti segnali d’allerta provenienti dalla natura. Perché accade questo? Perché, in assenza di leggi adatte, le persone tendono a non rinunciare alle proprie comodità. È per questo che l’Iniziativa per la responsabilità ambientale, su cui il popolo svizzero sarà chiamato a votare il 9 febbraio 2025, rappresenta un momento cruciale. Per la prima volta, abbiamo l’opportunità di vedere misure concrete che affrontano la crisi climatica alla radice, chiedendo all’economia di rispettare i limiti naturali del pianeta e di preservare le fondamenta della vita umana, come acqua, aria e suolo. 

Perché votare “SÌ” è importante 

L’Iniziativa non è solo un insieme di buone intenzioni: mira a raggiungere un equilibrio tra attività economiche e risorse naturali entro dieci anni, un obiettivo tanto ambizioso quanto urgente. Non possiamo più fare affidamento solo sui comportamenti volontari o sulle iniziative individuali, sebbene queste siano preziose. È compito dello Stato prendere l’iniziativa, regolamentando le attività economiche e imponendo limiti che tutti devono rispettare. La storia ci insegna che i grandi cambiamenti avvengono quando ci sono leggi a sostenerli. Pensiamo alle normative sulla sicurezza stradale o ai diritti dei lavoratori: inizialmente viste come restrittive, nel tempo sono diventate un patrimonio condiviso che ha migliorato la qualità della vita per tutti. Allo stesso modo, l’Iniziativa per la responsabilità ambientale rappresenta un passo avanti verso una società più consapevole, in cui la sostenibilità diventa una priorità comune.

Le obiezioni, naturalmente, non mancano.

Il Consiglio federale e le Camere federali raccomandano di bocciare l’Iniziativa, temendo che le misure proposte siano troppo rigide e possano danneggiare l’economia elvetica. Ma possiamo davvero continuare a temporeggiare ancora quando le evidenze ci mostrano che i costi dell’inerzia, come le calamità climatiche sempre più frequenti e gravi, la perdita di biodiversità e i problemi di salute sono già enormi? No, non c’è più tempo, perché le calamità climatiche iniziano ad essere sempre più frequenti e gravi e se non cambiamo strada rischiamo di farle diventare lanormalità a condizioni tali che i costi per le loro conseguenze divengono insostenibili. Le calamità come le piene, le siccità e le ondate di calore, comportano già purtroppo degli ingenti costi per le infrastrutture, l’agricoltura e la salute pubblica, perciò agire oggi significa investire per prevenire, invece di farlo per riparare i danni causati da un clima e un ambiente sempre più instabili.

Una responsabilità comune

L’iniziativa rappresenta per noi anche una formidabile occasione per fare la differenza. È un invito a guardare oltre il nostro naso e a non pensare solo a noi stessi, ad agire per il nostro bene comune. Ma dobbiamo lasciar da parte l’idea che il cambiamento è soltanto una questione di responsabilità individuale: serve una guida, un quadro giuridico che indirizzi le nostre scelte verso una giusta direzione; come sottolineano coloro che hanno appoggiato l’iniziativa «bisogna preservare le basi vitali della vita umana per garantire il futuro alle prossime generazioni».

Il 9 febbraio del 2025 saremo chiamati a esprimerci. È una di quelle rare volte in cui possiamo davvero agire per il nostro futuro. Spero che l’insieme della Svizzera abbia intenzione di farlo e dimostrare al mondo che esiste un altro modo di vivere.

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